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Networking: fare rete

Ovvero condividere esperienze, prodotti e competenze.

Facile a dirsi, più difficile è metterlo in pratica! In tanti anni di esperienza lavorativa ne ho sentito parlare e ne sento parlare ancora oggi in ogni occasione di incontro, che sia al bar o in ufficio piuttosto che all’interno di meeting professionali organizzati qua e là.  Si è arrivati perfino a definire un CONTRATTO di RETE che regolarizza i rapporti fra i contraenti e ne determina le azioni verso il raggiungimento di un unico obiettivo condiviso.

A fronte di tante esperienze positive, soprattutto di contratti di rete che hanno portato le piccole realtà su mercati nuovi e difficili da esplorare “in solitaria”, ci sono ancora troppe esperienze negative. C’è ancora poca fiducia nella condivisione di spazi, esperienze e competenze ma c’è ancora tanta paura di “perdere il cliente”. Questo vale soprattutto rispetto ai servizi professionali ma anche nell’approccio al mercato di quelle aziende che ritengono la propria offerta unica ed eccezionale, salvo poi innescare guerre di prezzi al ribasso in cui restano vittime di se stesse.

Soddisfare un cliente è sempre una questione di fiducia. Se il cliente si fida di me, si fida anche di chi collabora con me. Se il cliente si fida di me, non ho paura di perderlo quando non sono in grado (per formazione, competenze e professionalità) di rispondere direttamente ad una sua esigenza perchè so che posso supportarlo nel trovare quelle competenze e quella professionalità che gli mancano. E così risolvere un problema che gli sta a cuore. Networking in fondo è questo! Semplicemente risolvere il problema mettendo in rete le risorse, umane, professionali ed economiche di cui il singolo non può dotarsi per risolvere proprio quel problema.

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