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Networking: fare rete

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Ovvero condividere esperienze, prodotti e competenze.

Facile a dirsi, più difficile è metterlo in pratica! In tanti anni di esperienza lavorativa ne ho sentito parlare e ne sento parlare ancora oggi in ogni occasione di incontro, che sia al bar o in ufficio piuttosto che all’interno di meeting professionali organizzati qua e là.  Si è arrivati perfino a definire un CONTRATTO di RETE che regolarizza i rapporti fra i contraenti e ne determina le azioni verso il raggiungimento di un unico obiettivo condiviso.

A fronte di tante esperienze positive, soprattutto di contratti di rete che hanno portato le piccole realtà su mercati nuovi e difficili da esplorare “in solitaria”, ci sono ancora troppe esperienze negative. C’è ancora poca fiducia nella condivisione di spazi, esperienze e competenze ma c’è ancora tanta paura di “perdere il cliente”. Questo vale soprattutto rispetto ai servizi professionali ma anche nell’approccio al mercato di quelle aziende che ritengono la propria offerta unica ed eccezionale, salvo poi innescare guerre di prezzi al ribasso in cui restano vittime di se stesse.

Soddisfare un cliente è sempre una questione di fiducia. Se il cliente si fida di me, si fida anche di chi collabora con me. Se il cliente si fida di me, non ho paura di perderlo quando non sono in grado (per formazione, competenze e professionalità) di rispondere direttamente ad una sua esigenza perchè so che posso supportarlo nel trovare quelle competenze e quella professionalità che gli mancano. E così risolvere un problema che gli sta a cuore. Networking in fondo è questo! Semplicemente risolvere il problema mettendo in rete le risorse, umane, professionali ed economiche di cui il singolo non può dotarsi per risolvere proprio quel problema.

Cerco lavoro: consigli pratici

Nelle aziende in cui lavoro, mi capita sempre più spesso di occuparmi di ricerca e selezione del personale. Sottolineo: non è la mia professione, ma tant’è! Quando si crea un rapporto di fiducia e condivisione degli obiettivi, succede che l’imprenditore ti chieda quei cinque minuti in più per dare un’occhiata insieme a qualche CV appena arrivato, magari in linea con i nuovi progetti da avviare. Ebbene, devo dire che se dovessi farlo per mestiere sarebbe una bella sfida! Ho ricevuto, letto e valutato un migliaio di CV solo nell’ultimo anno e convocato più di 200 candidati per le posizioni più diverse e… vorrei dire ai candidati che cercano ancora un lavoro:

  • Non inviate i CV a caso: se non rientrate nel profilo descritto non fate proprio una belle figura!
  • Non inviate i CV a caso – bis: quando vi chiamano per convocarvi dovreste almeno sapere a quale annuncio avete risposto!
  • Se pensate di avere i requisiti richiesti, metteteli ben in evidenza e, soprattutto, date modo di farvi rintracciare facilmente (numeri di telefono ed e-mail corrette e funzionanti, please!)
  • Puntualità e correttezza: se pensate di fare ritardo, avvisate; se avete cambiato idea, avvisate; se vi interessa veramente il lavoro, arrivate 10 minuti prima dell’orario per cui vi hanno convocato
  • L’abito non fa il monaco” d’accordo! Ma… NO ai capelli rosa se non vi candidate per un posto in discoteca; NO a vestiti succinti o troppo stretti; NO a jeans, maglietta e sneakers da passeggiata della domenica al parco
  • Il colloquio è un incontro formale! Non conoscete chi vi sta di fronte, date del “Lei” al vostro interlocutore e non entrate in confidenza come se stesse parlando con il vostro migliore amico. Siate professionali!
  • Se si tratta del primo incontro, non chiedete quanto vi pagano! Non sapete ancora se siete stati scelti e non è questo il momento di chiederlo!

E… quando andate via, chiedete di conoscere l’esito del colloquio in tempi brevi: è un vostro sacrosanto diritto.